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Lavoro che include

LA COLLABORAZIONE CON COOPERATIVA MONTEVERDE ONLUS

Stefania Toaldo, consigliera di amministrazione e coordinatrice dell’area progettazione e sviluppo di Monteverde Onlus. In questa area le principali attività sono: comunicazione e marketing sociale, raccolta fondi e progetti trasversali che integrano le varie attività di Monteverde. Inoltre, si occupa della comunicazione interna della cooperativa e dei processi legati all’integrazione tra profit, non profit e P.A.

Cosa rappresenta per Monteverde la collaborazione con un’azienda come Berti?
Per Monteverde la collaborazione con Berti rappresenta un esempio concreto di come il mondo dell’impresa possa incontrare quello del sociale generando valore per entrambi. È una partnership che nasce dal riconoscimento reciproco: Berti vede la serietà, la cura e la qualità con cui operiamo nei nostri laboratori; noi riconosciamo in Berti un’azienda capace di guardare oltre il breve termine, scegliendo di investire in un progetto che mette al centro le persone.
Questa collaborazione è, per noi, un messaggio forte: quando un’azienda del territorio si affianca a una cooperativa sociale, fa un passo verso un modello di crescita più inclusivo e più umano.

Qual è il significato sociale e professionale di questo progetto per la vostra cooperativa?
Significa connettere finalità sociali e rigore professionale in un progetto che dà dignità alle persone e valore al territorio.
Da un lato, rafforza i nostri laboratori e la loro capacità di operare secondo standard produttivi elevati; dall’altro, offre alle persone con disabilità e fragilità l’opportunità di svolgere un lavoro vero, misurabile e utile.
Socialmente, questo progetto racconta un’idea di lavoro che non esclude, ma integra. Professionalmente, eleva la qualità dei nostri percorsi e il riconoscimento del nostro ruolo di cooperativa plurima.

Quali benefici concreti porta questa attività alle persone coinvolte nei vostri percorsi di inserimento lavorativo?
I benefici sono immediati e profondi.
Le persone si confrontano con una commessa reale, con tempi, quantità e standard produttivi da rispettare. Questo produce:
• aumento dell’autostima
• percezione di essere utili e riconosciuti
• sviluppo di responsabilità personale
• maggiore sicurezza nelle proprie capacità
• un senso concreto di appartenenza a un processo produttivo più ampio.
Per molti è la prima vera occasione di lavorare per un’azienda esterna: un passaggio simbolico e professionale che cambia il modo in cui si percepiscono.

Quali competenze vengono sviluppate o rafforzate attraverso questo tipo di lavorazione?
Il lavoro sviluppa competenze tecniche e trasversali.
Sul piano tecnico:
• manualità fine
• precisione
• controllo qualità
• sequenze operative.

Sul piano trasversale:
• capacità di lavorare in squadra
• gestione dei tempi e delle priorità
• adattamento agli imprevisti
• capacità di seguire processi ripetibili
• perseveranza e attenzione al dettaglio.
Sono competenze che restano anche quando le persone si spostano in altri
contesti di vita o di lavoro. Importantissimi per una vita futura, desiderabile e autonoma.

Quali sono le principali sfide che affrontate ogni giorno nel portare avanti un progetto di inserimento lavorativo come questo?
La sfida più grande è tenere insieme esigenze diverse: quelle produttive dell’azienda e quelle delle persone inserite nel percorso.
Ogni giorno lavoriamo per bilanciare qualità, tempi, ritmi e personalizzazione del processo in tutte le sue parti.
Inoltre, ogni persona porta con sé una storia, una fragilità e un potenziale: accompagnarle significa costruire un contesto sia protetto sia professionale.
Un’altra sfida è dare continuità ai processi: formare i gruppi, garantire presenza educativa e mantenere la qualità costante.

Come percepite l’impatto della collaborazione all’interno di Monteverde? Ha generato maggiore consapevolezza, partecipazione o nuove opportunità?
L’impatto è molto positivo.
La collaborazione ha portato entusiasmo, motivazione e un forte senso di riconoscimento dentro Monteverde.
Le equipe si sentono parte di un progetto importante, che valorizza le loro competenze e quelle delle persone più o meno fragili inserite nei processi produttivi.
Si è creato un clima di orgoglio condiviso: vedere un’azienda come Berti affidarsi a noi è una conferma del valore del nostro lavoro.
E sì, sta già generando nuove opportunità: altre realtà del territorio ci hanno contattato proprio perché hanno visto questo progetto.

In prospettiva, come vede l’evoluzione di questa partnership? Ci sono attività o sviluppi futuri che vi piacerebbe esplorare insieme a Berti?
In prospettiva ci piacerebbe strutturare una collaborazione stabile, progressiva e sempre più integrata. L’obiettivo è ampliare le lavorazioni, esplorare nuovi microprocessi e costruire insieme un modello di inserimento lavorativo efficace e replicabile.
In particolare, vediamo un’evoluzione molto chiara: creare un’area del laboratorio completamente dedicata a Berti, progettata per rispondere alle esigenze delle commesse e per garantire continuità e qualità. Questa sarebbe la base per:
• ricevere nuove attività affidate a Monteverde
• sviluppare una filiera produttiva più ampia
• assumere nuove persone fragili, grazie alla crescita della partnership.
La immaginiamo come una collaborazione che diventa non solo produttiva, ma profondamente trasformativa per il territorio. Questa è la storia che unisce Monteverde e Berti ormai da molti anni: ogni progetto deve essere generativo e avere un impatto.

Qual è il messaggio principale che vorrebbe trasmettere riguardo all’importanza di sostenere il lavoro sociale sul territorio?
Il messaggio è semplice e diretto: sostenere il lavoro sociale significa partecipare alla costruzione di comunità più forti.
È scegliere un modello di sviluppo in cui nessuno viene lasciato indietro.
Quando un’azienda del territorio sostiene una cooperativa sociale come Monteverde, sta investendo in dignità, autonomia e futuro.
È un gesto che fa bene all’impresa, alle persone e all’intera comunità.

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25 anni in Berti – Gianni Zanini